San Carlo Cremona

Sopra i ruderi di San Donnino, che esisteva fin dall’X secolo, venne ricostruita nel 1612 la chiesa che prese il nome di San Carlo, in onore del Santo Borromeo, santificato a ventisei anni dalla sua morte nel novembre del 1610. La riedificazione di San Donnino venne terminata nel 1617: Marco Antonio Salomoni, vescovo cremonese di Sora e devoto alla figura di San Carlo, contribuì grandemente alla decorazione di questa chiesa, che si occupò della cura delle anime fino al 1788, quando fu chiusa e profanata e venne poi riaperta e riconsacrata per divenire sussidiaria della chiesa di Sant’llario. Ora è inagibile, abbandonata a se stessa e chiusa al pubblico. Appare interessante notare come venne tributato grande onore al Santo da parte di Cremona, che aveva visto nei vescovi Nicolò Sfondrati, poi Papa Gregorio XIV, e in Cesare Speciano due fedeli esecutori dei dettami post-tridentini voluti e sostenuti da San Carlo Borromeo. La città intervenne subito con una chiesa dedicata a questo giovane Santo, anche se le forme di culto per questa figura non arrivarono mai ad essere popolari, data l’immagine di austerità e d’intransigenza di questo arcivescovo di Milano, noto per il suo impegno controriformista, oltre che per il suo appoggio per I’istituzione di nuovi complessi culturali adibiti alla formazione di laici, quali furono, per esempio, il Collegio da lui fondato in Pavia, o il forte impulso dato al nucleo dell’attuale Biblioteca ambrosiana in Milano. I| Genovesino, Luigi Miradori, dipinse per questa chiesa due quadri con la nascita e la morte di San Carlo.

in Giovanni B. Magnoli, Le Chiese di Cremona, Fondazione Arvedi, 1988.

Lo spazio San Carlo Cremona nasce per iniziativa privata nel 2022 dalla volontà di promuovere l’arte contemporanea, intesa come linguaggio per indagare i cambiamenti della società; come strumento di dialogo e mezzo per stimolare la partecipazione di diverse tipologie di pubblico e attivare ambienti favorevoli all’innovazione e al cambiamento.