Residenza Torriani

Del [Giannello] Torriani (cremona, 1511 circa, Toledo, 1585) sono meglio documentati gli anni di lavoro a Milano aperta parentesi (inizio del quinto decennio 1555) e in Spagna (1557-1585) al servizio di Carlo V e di Filippo II. Il Campi […] lo dice nato “bassamente”, il letterato, ma presto conosciuto come costruttore di automi e istruito, poi, dal medico e matematico Giorgio Fondulo. Nel 1550 il vescovo Vida pubblica pagine entusiaste sull’esperto “in arte fabrili”. Nato per il lavoro in officina, è in grado di contraddire e di correggere autorevoli teorici e trattati matematici, astronomici. Conosce il “già fatto” e aggiunge il nuovo in ogni suo progetto o costruzione di meccanismi, e lo dimostrò soprattutto nel mirabile “Planetario” per Carlo V. Secondo il Morales […], storico amico del Torriani in Spagna, sarebbe stato il D’Avalos a presentarlo all’imperatore. Secondo il Vida, è Ferrante Gonzaga a incaricarlo dello strumento (perduto); se se ne hanno le descrizioni in Vida (1550), Cardano (1554), Zenocarus (1559), Tiepolo (1571); e le citazioni di molti altri, tra i quali il Lomazzo (1584). A Milano (dove prese moglie ed ebbe figli) costruì astrolabi, orologi (citazione negli inventari dei beni di Filippo II, 1606). Firmata e datata JANELLUS TORRIANUS 1549 MEDIOLANI F. è la sfera armillare della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, proveniente dal museo Settaliano (Terzago, 1677). A Milano è in relazione con pittori e scultori; Bernardino Campi lo ritrae Janello ne porterà in Spagna un dipinto […]. È da supporre che il Torriani fosse stato, ancor prima, in relazione col padre del Campi, l’orefice Pietro. Era in buoni rapporti con lo scultore orafo Jacopo da Trezzo (partono insieme da Milano per Bruxelles, alla corte di Carlo V, nel marzo del 1555). Lo ricorderà il Lomazzo come conoscitore di alcune parti sostanziali dell’architettura, e in particolare della “gnomonica”, utile a costruire orologi, e della “machinazione”. Inoltre, il Lomazzo conosce un Trattato del Torriani, che cita nel 1590, per primo (e, crediamo, non a caso).

– Francesco Rossi, Gianello Torriani, in I Campi e la cultura artistica cremonese del Cinquecento, Electa, 1985