Museo Archeologico San Lorenzo

Per tutto il secondo secolo a.C Cremona rimase insieme ad Aquileia fondata nel 181 l’unica colonia latina a nord del Po, punta avanzata del processo di romanizzazione dell’Italia settentrionale. Dal 190 a.C., anno della seconda deduzione, al 69 d.C anno in cui venne coinvolta nelle guerre civili, Cremona non è più nominata dei maggiori storici antichi. In quest’arco di tempo la città, il cui territorio pare si estendesse per circa 25 ettari, si sviluppò; si costruirono case, templi, edifici pubblici, mura, mentre in campagna il terreno veniva reso fertile produttivo dai coloni. Quello che Polibio scrive nella seconda metà del II secolo d.C. a proposito della pianura padana che egli attraversò ripercorrendo il viaggio di Annibale in Italia, può essere riferito anche al cremonese e i bassi prezzi che egli riscontrò sono indici di fiorenti mercati locali. ” …tanta è in quei luoghi l’abbondanza il grano… ricchissima è in quelle regioni la produzione di panico e di miglio. L’abbondanza delle ghiande, raccolte nei querceti allignanti a intervalli nella pianura, è attestata soprattutto da quanto dirò: la grande quantità di suini macellati in Italia per i bisogni dell’alimentazione privata e degli eserciti, si ricava tutta dalla pianura padana. I prodotti alimentari sono particolarmente copiosi e a buon mercato… ” (Polibio, Storie, II, 15). L’economia locale ebbe modo di svilupparsi anche grazie a una nuova strada, la via Postumia, costruita nel 148 a.C. per esigenze militari dovute soprattutto allo scorrimento delle Legioni per guerre che ormai interessavano solo marginalmente la valle Padana. La via, che attraversava il cremonese lungo il decumano massimo, collegava Genova con Aquileia. Cremona era, senza dubbio, il punto di riferimento importante su di essa, sia perché qui la via superava il Po sia perché da Cremona si contavano le distanze verso le due località estreme.

da C. Bertinelli Spotti e M.T. Mantovani, Cremona: momenti di storia cittadina, 1985