Casa Stradivari

La casetta centrale, se esistesse ancora, sarebbe meta di tutti i turisti del mondo, sarebbe guardata con profonda ammirazione e consensi di venerazione; e i visitatori, temperino alla mano, non mancherebbero di incidere il proprio nome su ogni parete e di staccare pezzetti di legno dalle porte e dalle imposte, per portarsi a casa un vero ricordo di Antonio Stradivari. Perché fu proprio in quella casa che Antonio Stradivari “il sovrano del liutai” come è scritto sulla pietra che, in giardino, ricorda ove fu la sua tomba, ebbe dimora e bottega. Alla sommità dell’edificio si vede un’altana, quali si usavano in quei tempi in quasi tutte le case. Probabilmente non serviva che alla signora Francesca Fieraboschi Stradivari per esporvi il bucato ad asciugare; secondo una leggenda, invece, lo stesso maestro l’avrebbe usata per certe misteriose manipolazioni dei suoi strumenti.

da Mario Levi, La Vecchia Cremona, La Provincia, 19556.

[…] At one point I was interested in the mathematics of the violin. I corresponded with a woman in New Jersey named Carleen Hutchins who was trying to map the harmonics of the instrument. She’d taken any number of rare Cremonas apart with a soldering iron. She worked with some physicists setting up some rather elaborate equipment to establish the Chladni patterns of the plates. But the vibrations and frequencies were so complex that they resisted any complete analysis. I thought that I could do mathematical models of these frequency patterns. Did you? Yes. […]

da Cormack McCarthy, Stella Maris, 2022.

https://www.casastradivari.org/