Antichità Mascarini

Timpetill – The Wall Art Shop

Timpetill è una libreria per ragazzi e una casa editrice, aperta a Cremona da Maria Sole Pozzi nel 2010. The Wall Art Shop è un negozio che tratta stampe, illustrazioni, tele, pannelli, carta da parati e decorazioni; aperto da Antonio Luca Colace nel 2012.

Torrefazione Caffè Vittoria

Torrefazione Caffè Vittoria è un luogo storico di Cremona

Palazzo Fodri – PQV Fine Art

[…] In Palazzo Fodri, ad esempio, la storiografia ha individuato un prestigioso modello di tipo lombardo di palazzo rinascimentale, caratterizzato dall’incontro tra un’esigenza di razionale metrica compositiva e un gusto per l’invenzione decorativa abbondante e pittoresca. Ha così rapportato l’edificio a una situazione culturale schematicamente bipolare, imperniata sui nomi di Amadeo e Bramante. Tuttavia, il palazzo ha subito nel corso dei secoli pesanti interventi che inducono a una certa cautela e che vanno affrontati solo alla luce di una nuova e complessiva rilettura documentaria e tecnica.

in Aurora Scotti, Architetti e cantieri: una traccia per l’architettura cremonese del Cinquecento, in I Campi e la cultura artistica cremonese del Cinquecento, Electa, 1985.

Da dicembre 2020 Palazzo Fodri è sede della galleria d’arte PQV Fine Art, fondata da Pietro Quattriglia Venneri.

OrientArt

I prodotti che provenivano da città e paesi lontani erano importati dai mercanti i quali, riuniti nella più attiva ed influente corporazione cittadina, per esercitare il commercio dovevano aver compiuto diciotto anni ed essere iscritti alla matricola, cioè elencati nel registro della loro associazione, l’Universitas Mercatorum. Essi, come si è visto, nel 1114 avevano ottenuto dall’imperatore Enrico V il privilegio di navigare sul Po da Pavia al mare e di commerciare per tutte le terre italiane soggette all’impero, raggiunsero nel tempo una notevole prosperità economica. Riuscirono ad apportare ed equipaggiare navi adatte sia la navigazione fluviale che alla marittima; parteciparono alla crociata del 1189 con due navi, costruite a Cremona ed a Casalmaggiore, e furono presenti anche alla quarta crociata (indetta più per motivi economici contro l’Impero di Bisanzio che non contro i Musulmani). I loro commerci si estesero in città vicine e lontane con cui stipularono trattati ed accordi commerciali;tt con le loro merci arrivarono in Romagna, in Toscana nelle Marche e in Francia.

[…]

Sulla carta del 1582 è annotato dall’autore il numero complessivo degli abitanti, 37.293, che poco si discosta dai dati forniti da un censimento del 1576 che è stato recentemente oggetto di studio. Questo censimento, che è il più antico del genere per ora ritrovato, riveste per noi particolare importanza. L’attività prevalente era quella tessile, mantenutasi florida fin dal Medioevo. Tra i tessitori i più lavoravano i fustagni e la lana, altri, in minor numero, le sarze, il cotone, le mezzelane; solo pochissimi il cozio e la seta. Nella maggior parte delle aziende tessili, a struttura artigianale e familiare, lavoravano non più di cinque o sei addetti, cioè i componenti della famiglia, aiutati da qualche esterno. Non di rado l’apprendista pagava il maestro artigiano che lo rendeva in casa fin proprio che lo teneva in casa propria fintanto che non aveva imparato il mestiere.

in C. Bertinelli Spotti e M.T. Mantovani, Cremona: momenti di storia cittadina, 1985.

Orientart è una galleria d’arte orientale fondata nel 1973 dai coniugi Fiamma Cominetti e Gianni Pugnoli; attualmente la conducono i filgi, Claudio e Paolo Pugnoli.

Casa Stradivari

La casetta centrale, se esistesse ancora, sarebbe meta di tutti i turisti del mondo, sarebbe guardata con profonda ammirazione e consensi di venerazione; e i visitatori, temperino alla mano, non mancherebbero di incidere il proprio nome su ogni parete e di staccare pezzetti di legno dalle porte e dalle imposte, per portarsi a casa un vero ricordo di Antonio Stradivari. Perché fu proprio in quella casa che Antonio Stradivari “il sovrano del liutai” come è scritto sulla pietra che, in giardino, ricorda ove fu la sua tomba, ebbe dimora e bottega. Alla sommità dell’edificio si vede un’altana, quali si usavano in quei tempi in quasi tutte le case. Probabilmente non serviva che alla signora Francesca Fieraboschi Stradivari per esporvi il bucato ad asciugare; secondo una leggenda, invece, lo stesso maestro l’avrebbe usata per certe misteriose manipolazioni dei suoi strumenti.

da Mario Levi, La Vecchia Cremona, La Provincia, 19556.

[…] At one point I was interested in the mathematics of the violin. I corresponded with a woman in New Jersey named Carleen Hutchins who was trying to map the harmonics of the instrument. She’d taken any number of rare Cremonas apart with a soldering iron. She worked with some physicists setting up some rather elaborate equipment to establish the Chladni patterns of the plates. But the vibrations and frequencies were so complex that they resisted any complete analysis. I thought that I could do mathematical models of these frequency patterns. Did you? Yes. […]

da Cormack McCarthy, Stella Maris, 2022.

https://www.casastradivari.org/

Palazzo Stanga Trecco

L’aspetto delle colonne nel cortile rimanda chiaramente ad un’epoca assai posteriore al tardo Quattrocento, e d’altronde la stessa carta del [Antonio; ndr] Campi non registra all’interno del palazzo Stanga un cortile a portico. L’ampiezza delle arcate e il primo ordine di finestre non sono incompatibili con una datazione allo scorcio del Quattrocento, trovando riscontro in alcuni elementi presenti in facciate fittili lombarde come il Banco Mediceo e Palazzo Marliani; l’ultimo registro della facciata coi tondi e i telamoni su lesene rastremate, non riconducibile ad alcun episodio architettonico rinascimentale, ci appare come una giunta al corpo sottostante per il divario di stile nel disegno architettonico e nel dettaglio decorativo e per il suo spessore murario assai ridotto: concepito come un semplice velario in corrispondenza di ambienti non praticabili, potrebbe essere stato innalzato, come scrive [Giuseppe] Picenardi per ripristinare l’altezza della facciata dopo la costruzione del nuovo appartamento neoclassico. Che si tratti o meno del [Faustino; ndr] Rodi, l’architetto mostra di voler armonizzare Nella parte nuova all’Antica secondo una sensibilità Ormai ottocentesca per l’intervento in stile.

in Aurora Scotti, Architetti e cantieri: una traccia per l’architettura cremonese del Cinquecento, in I Campi e la cultura artistica cremonese del Cinquecento, Electa, 1985.

Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Cremona

Il campus di Santa Monica a Cremona dell’Università Cattolica Del Sacro Cuore è stato fondato in occasione del centenario dell’ateneo. La sede si trova in un ex monastero benedettino, luogo di spiccata importanza in particolare nell’Alto Medioevo, per il ruolo di propulsore di rinascita culturale e civile dei popoli d’Europa. Costruito nell’anno Mille, nel 1800 il monastero fu convertito in una caserma, in seguito dismessa. Il complesso universitario comprende, oltre all’ex monastero, la chiesa, il chiostro, il magazzino Carri, gli ampi spazi esterni, boschetti e parchi. I lavori di ristrutturazione sono stati possibili grazie all’iniziativa della Fondazione Arvedi Buschini, con il contributo della Regione Lombardia, del Comune e della Provincia di Cremona, dell’Università Cattolica e della Fondazione Cariplo. Il campus rappresenta un connubio tra innovazione, avanguardia e la ricca tradizione artistica, architettonica e culturale della zona. Particolare attenzione è stata dedicata alla riqualificazione estetica e alla promozione della sostenibilità ambientale.

Scuola di Liuteria

Fondata nel 1938, la scuola di liuteria è famosa in tutto il mondo e accoglie studenti provenienti da diverse nazioni. L’Istituto Stradivari costituisce un complesso scolastico unico, che comprende la rinomata Scuola Internazionale di Liuteria, il Liceo Musicale e Coreutico, il Liceo Artistico e l’Istituto Tecnico per la Moda e il Design d’Interni. Tutti i corsi offerti dall’Istituto Stradivari si distinguono per la combinazione di pratica e studio, ricerca e condivisione di conoscenze. L’obiettivo primario è quello di creare un Polo delle Arti, dove gli studenti possano sviluppare le proprie capacità artistiche e creative in un ambiente stimolante e collaborativo.

Strada basolata romana

Come fossero le strade è documentato dal tratto scoperto in via Solferino nel 1967: Largo metri 6,25 e orientato in direzione nord-sud, sul lato orientale conserva un segmento di tubo di piombo che fa pensare ad un acquedotto;, la massicciata è realizzata con Massi poligonali, irregolari, di trachite e proveniente dalle cave di Monselice (Verona). Oltre a quanto è oggi visibile, furono rinvenuti al momento gli scavi altri due tratti in prosecuzione a questo e un altro con andamento perpendicolare in direzione est-ovest.

Non è possibile sapere quale fosse la larghezza delle vie della città, se fossero tutte lastricate e munite di marciapiede. Si sa che, in genere, nelle città romane molte vie potevano essere di terra battuta o ricoperte di ghiaia e che si lastricavano solo le principali che erano poi le più frequentate, in quanto vicine alle piazze o alle porte.

in C. Bertinelli Spotti e M.T. Mantovani, Cremona: momenti di storia cittadina, 1985.

Poco lungi da un villaggio Gallico, di cui non si conosce il nome, ma di cui nel marzo del 1957 si sono trovate le tracce agli inizi della attuale via Giuseppina a poco più di 100 metri dall’incrocio fra le vie Buoso da Dovara e Arcangelo Ghisleri, venne costruita dai Romani nel 219 a. C. la città di Cremona.

Il villaggio Gallico, ricordato d’altra parte anche da Plinio e da Tolomeo, era su palafitte, essendo posto sulla riva del Po e a breve distanza dal punto in cui quel sentiero, che poi venne tramutato in via Postumia, lambiva il grande fiume per inerpicarsi su un dosso, dal quale si dominava la distesa delle acque in quel punto certamente ampia.

I romani abbandonarono il fondo e si portarono con la loro città sul dosso, più salubre e soprattutto più facilmente difendibile.

Infatti esso aveva a mezzogiorno e ha Occidente il grande fiume, a nord la terraferma, solcata, tuttavia, da un corso d’acqua naturale che si buttava nel Po e di cui non si conosce il nome romano, e a mattina dossi e paludi che si alternavano e che facevano emergere due sentieri che poi diverranno vie, una per Brescia e l’altra per Verona o, in genere, l’Adriatico. 

La città fu costruita su quell’area, ma sfruttando la parte più salubre di essa e lasciando fuori dal perimetro murario un dosso molto importante a mattina, su cui vennero poi sistemate opere permanenti di difesa, dato che riusciva a controllare le due vie da Brescia e dall’adriatico, e a nord tutta l’area che era sulla riva destra dell’anonimo corso d’acqua che ora, ridotto a civico colatore, si chiama Cremonella.

in Ugo Gualazzini, Notizie sull’origine e lo sviluppo di Cremona nella Storia, in Cremona passato e presente, Italia Nostra, 1958.