Judith Hopf

Museo Archeologico San Lorenzo:

A pear with two bites, 2019, mattoni, cemento.
Courtesy of the artist and kaufmann repetto, Milan – New York.

La ricerca artistica di Judith Hopf (1969, DE) è soprattutto un potente strumento di analisi della società contemporanea messo al servizio dell’uomo e del suo slancio vitale. Attraverso un approccio estetico brutalmente votato all’essenzialità, l’artista esplora la relazione tra corpo e ambiente, mettendo in luce le tensioni e le dinamiche di potere che caratterizzano il nostro tempo. I materiali scelti da Hopf per le proprie opere sono in sé portatori di significati che vanno oltre la loro mera essenza formale. Essi diventano simboli delle strutture e delle istituzioni che influenzano la nostra vita quotidiana, stimolando riflessioni sulle relazioni tra individuo e ambiente, tra corpo e architettura, tra umano e animale. La capacità di attraversare medium di diversa natura le permette a Hopf di esplorare i temi che le stanno più a cuore da angolazioni diverse, arricchendo costantemente la sua ricerca, ma offrendo al pubblico una restituzione semplice, persino rassicurante, della questione esistenziale.

A pear with two bites è parte di una serie di opere in cui Judith Hopf impiega calce e mattoni per creare oggetti che sono leggeri nel mondo reale, ma che diventano ottusamente pesanti nella trasposizione artistica. Questo è un modo per rappresentare quanto certe azioni apparentemente semplici come mangiare una pera, oppure trasportare una valigia, possono diventare complicato nel caso in cui una persona sia affetta da una menomazione.

Le sue recenti mostre personali includono Bétonsalon – Centre d’Art e de Recherche e Le Plateau, Frac île-de-france, Parigi/ KW institute for contemporary art, Berlino/ Hammer Museum, Los Angeles/ Statens Museum for Kunst, Copenhagen/ Museion, Bolzano/ Neue Galerie, Kassel/ Praxes Center for Contemporary Art, Berlino/ Fondazione Morra Greco, Napoli/ Studio Voltaire, Londra/ Badischer Kunstverein, Karlsruhe/ Malmö Konsthall, Malmo. Ha inoltre partecipato alla Biennale Gherdëina, 2022; la Biennale de Montréal, 2016; 8 Liverpool Biennial, 2014 e dOCUMENTA (13) Kassel, 2013.