Vetrinette Corso Campi – Galleria XXV Aprile

 

Il piano regolatore dell’ingegner Gamba, approvato con legge 1 maggio 1930 n. 612, fu il primo strumento operativo moderno dell’urbanistica Cremonese e si realizzò in epoca fascista. La politica edilizia del periodo trasformò radicalmente il centro cittadino: interi isolati di vecchie case vennero abbattuti dal piccone risanatore per costruire grandi edifici privati e pubblici rispondenti ai canoni stilistici celebrativi del regime. Nel 1929 si inaugurò, proprio nel cuore della città in piazza del Duomo, la sede dell’Associazione degli Agricoltori. Tra il 1930 e il 1935 vengono costruiti la galleria XXIII Marzo (oggi XXV Aprile), il palazzo governativo (ora sede dell’Intendenza di Finanza in Corso Vittorio Emanuele), il palazzo del regime, sede della tipografia Cremona Nuova, dove si stampava il “Regime fascista” ed ora in parte occupato dal Consorzio agrario, in via Monteverdi, il palazzo un tempo di proprietà dell’INPS, dove trova attualmente sede la Upim, il Palazzo delle Assicurazioni Generali, in Piazza Cavour. Nel 1936, per creare L’attuale Piazza Marconi, destinata ad accogliere il tradizionale mercato al minuto e all’ingrosso, che si svolgeva in piazza Duomo e in Piazza Cavour, venne abbattuto il convento di Sant’Angelo e il contiguo quartiere. Su parte di quest’area venne edificato il cosiddetto Palazzo dell’Arte (doveva Infatti ospitare manifestazione artistiche) i cui lavori, iniziati nel 1942, vennero conclusi a guerra finita nel 1946.

Ma il piano Gamba, perché muoveva da alcuni dichiarati propositi di conservazione ( ” …imprescindibili e dovere dei tecnici e degli artisti italiani è rispettare le peculiari caratteristiche delle nostre storiche piazze e delle nostre vie) dopo alcuni anni dalla sua adozione divenne un intralcio al regime, che nel frattempo si era ormai consolidato ed affermato. Nacque così nel 1937 il piano variante Ranzi, che può caratterizzarsi sia per la riproposta dell’asse di attraversamento della città da est a ovest, interessando, con gli opportuni sventramenti, Corso Umberto (oggi Corso Matteotti), Mazzini e Vittorio Emanuele; sia per la sistemazione della piazza Littorio (oggi Cavour) dove prevedeva l’abbattimento e l’intero isolato oggi occupato dalla Casa di bianco.

da Carla Bertinelli Spotti e MAria Teresa Mantovani, Cremona, momenti di storia cittadina, Comune di Cremona, 1985.