Museo Diocesano

Il Museo Diocesano, situato nel piano seminterrato del Palazzo Vescovile di Cremona, vuole raccontare una parte importante della storia, dell’arte e della spiritualità cremonesi. Il museo è suddiviso in 12 sale e ospita oltre 100 opere d’arte, suddivise attraverso uno specifico percorso tematico.
La collezione del museo è impreziosita anche dalla raccolta di circa venticinque opere di proprietà della Fondazione Arvedi Buschini.

Palazzo Zaccaria Pallavicino – Fasa Architetti

Fasa Architetti è un laboratorio e atelier che collabora con artisti, musicisti e creativi.
Lo studio si trova all’interno di Palazzo Zaccaria Pallavicino, palazzo elegante in stile neoclassico realizzato all’inizio del XIX secolo per la nobile famiglia Pallavicino.

Palazzo del Comune

Edificato nel 1206, la struttura medievale del palazzo – nella forma architettonica tipica del broletto lombardo – resta inalterata fino all’ampliamento eseguito alla fine del XV secolo.
Nel 1496 le trifore duecentesche della facciata vengono sostituite con finestre rettangolari e l’arengario in marmo viene addossato al pilastro centrale. La facciata che si può vedere oggi è il risultato delle variazioni apportate nel 1838 dall’architetto Luigi Voghera, il quale ha arricchito le finestre di lesene e decorazioni in cotto.
Lo spazio interno, originariamente un’unica grande sala, viene suddiviso successivamente in differenti ambienti: la cappella (oggi Sala dei Violini), la Sala del Consiglio dei Decurioni, la Sala della Consulta, e una galleria d’accesso (oggi Salone dei Quadri).

Palazzo Guazzoni-Zaccaria

Palazzo Guazzoni Zaccaria è un palazzo storico cremonese che risale alla seconda metà del XV secolo. Costruito dal condottiero Guazzoni di origini cremonesi nella seconda metà del XV secolo, Palazzo Guazzoni Zaccaria diviene di proprietà della casata nobiliare cremonese Zaccaria nel corso del XVI secolo. Nel corso dei secoli il palazzo subisce numerose modifiche, oggi quasi tutte ancora visibili: dai soffitti settecenteschi riccamente decorati, fino al più recente restaurato, eseguito nel 1920 da Giandomenico Martinelli, di gusto storicista tipicamente novecentesco.  Dal 2013 il palazzo entra a far parte del demanio statale, subendo un ulteriore restauro di tipo conservativo. Il palazzo apre per la prima volta le sue porte ad un pubblico contemporaneo a partire dal 2021.